Dopo mesi di confronti e discussioni la proposta di legge dell’on. Paola Concia sull'omofobia è stata affossata alla Camera, dai voti di una ampia parte della maggioranza che ha votato l'incostituzionalità del provvedimento dopo essere stata sconfitta sul tentativo di rinviare tutto in Commissione. Al voto della maggioranza si è unito quello della on. Paola Binetti, del Pd.
Il Comitato Bergamo per Marino – che sostiene l’elezione di Ignazio Marino a segretario nazionale del Pd, anche per la sua precisa posizione in tema di diritti – fa proprie le parole del segretario nazionale Dario Franceschini: "Il dato politico è che la destra e l'Udc hanno affossato il provvedimento contro l'omofobia. Noi abbiamo votato contro il rinvio perché non ci è stato garantito dalla maggioranza un impegno su tempi. C'è un serio problema di permanenza della Binetti. Non votare questi provvedimenti significa non riconoscersi nei valori del Pd".
Riteniamo che la Binetti non possa continuare a rappresentare il Pd, che non è un autobus per qualunque passeggero, ma per chi ne condivide una linea politica che almeno su alcuni temi non può essere lasciata alla libertà di coscienza. Quando si tratta di difendere i diritti di tutti, per esempio.
Temiamo fortemente che questo episodio, se non si corre ai ripari, prospetti una continuità con le incertezze che il Pd ha dimostrato nel recente passato in decisioni parlamentari su temi eticamente
sensibili che hanno visto schierarsi con l'opposizione non solo la Binetti, ma anche Rutelli e pure Letta (nella vicenda Englaro), che oggi affianca Bersani. Il risultato è che sarà oggettivamente impossibile per Franceschini e Bersani assumere sui temi etici una linea chiara e coraggiosa, dovendo contemperare visioni fortemente divergenti. Al di là delle dichiarazioni obbligate dei due leader, su questo punto non sono credibili perche le loro alleanze sono di compromesso e di potere e non la ricerca di un'identità forte e univoca del partito. Apprezziamo che Bersani abbia intimato alla Binetti – che ha oggi rapidamente annunciato il suo cambio di voto da Franceschini a Bersani – di “stare alle regole”. Ma non basta. Bisogna stare alla linea politica: e questa il Pd finora non è stato capace di darsela.
La Binetti è stata eletta nel collegio Lombardia 2, che comprende Bergamo, grazie alla legge elettorale che impedisce agli elettori di scegliere con le preferenze: è stata inserita ed è diventata parlamentare “a Roma” e non certo in Lombardia. Riteniamo pertanto che debba dimettersi da parlamentare lasciando che gli elettori lombardi del Pd siano più coerentemente rappresentati.
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BergamoPerMarino il 14/10/2009 alle 14:24 | |